La leggenda di Maniago narra che “nei tempi in cui le Legioni romane percorrevano le strade dell’Impero, a Maniago si costruivano le armi d'asta. Gli artigiani di Maniago estraevano il ferro dal fianco della montagna e il legname dai boschi, lavorando e temperando le lame. E nelle fucine, accanto agli strumenti di guerra, si modellavano gli attrezzi per il lavoro nei campi”. La leggenda trova dimostrazione nella Storia: nel 1453 il conte Nicolò di Maniago ottiene dal Magistrato delle acque di Venezia il permesso di incanalare l'acqua del torrente Còlvera in una roggia, lungo la quale i maniaghesi costruiscono salti d’acqua, mulini, segherie e battiferri. Sfruttando la forza delle acque, i magli a testa d’asino utilizzati dai fabbri iniziano a creare coltelli, spade, picche, lance e daghe per le truppe della Serenissima Repubblica di Venezia. E non solo armi: ben presto si iniziano a raffinare i prodotti, con utensili per l’agricoltura, per la cucina e per le esigenze quotidiane.


"La tradizione dei coltelli nasce a Maniago a metà del Quattrocento. Maniago è nota come “città dei coltelli” proprio perché lì risalgono, come la storia ci narra, le origini della tradizione e dell’arte di forgiare il metallo."


Seicento anni dopo, la leggenda continua: Fabbri e Coltellinai svolgono oggi a Maniago un mestiere antico e un’arte moderna, mantenendo Maniago la sede del Distretto delle Coltellerie e il simbolo della qualità artigiana, della produzione professionale e del Made in Italy. La lavorazione artigiana maniaghese dei coltelli Bufalo – i coltelli professionali per eccellenza – è parte integrante di una leggenda saldamente radicata nella Storia.